Ciò che resta

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Paolo Grassino
Ciò che resta
Curated by Marco Meneguzzo & Daniele Capra Saturday, April 12 - Saturday, May 31, 2014 Preview: Saturday, April 12th, from 6pm to 8pm
"Cio che resta" ("That which remains") is the title of Paolo Grassino's most recent work: a gigantic skull made of iron and corrugated pipe. The idea of "memento mori" or "dead mementos" seems to travel through the whole of Eduardo Secci's new exhibition, althought the other works appear to have no direct reference to the allegory of death, that being one of the constants in Western art for the last two thousand years. In fact, they're residues of fusion and metal concretions of "That which remains"("Ciò che resta") when, "that which matters", is gone.
The hostile world that Grassino has made us grow accustomed to considering - with, for example, his large installation "Analgesia" in 2012 - now returns to address one of the Western taboos, perhaps the latest: death. It is a glimpse of the fears of our most recent reality (again, "that which remains"), but also an encouragement - to those few stoics, believers, or simply strong - to consider life's heart and not just its colorful environment.
(Taken from text in Marco Meneguzzo's catalogue)

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Ciò che resta - Paolo Grassino

Ciò che resta
A cura di Marco Meneguzzo e Daniele Capra 
12 Aprile - 31 maggio 2014

"Ciò che resta" è il titolo dell'ultimo grande lavoro di Paolo Grassino: un gigantesco cranio, realizzato in tubo corrugato e ferro. L'idea del "memento mori" sembra per- correre tutta la nuova mostra da Eduardo Secci, anche se le altre opere paiono non avere diretti riferimenti all'allegoria sulla morte, che è una delle costanti dell'arte occidentale da duemila anni a questa parte. Di fatto, si tratta di residui di fusione, di concrezioni metalliche, di "ciò che resta", appunto, una volta che "ciò che conta" se n'è andato...
Il mondo ostile che Grassino ci ha abituato a considerare -- si veda ad esempio la grande installazione "Analgesia" del 2012 -- ritorna con uno dei tabù, forse l'ultimo, dell'Occidente: la morte. Uno sguardo per molti impaurito sulle realtà ultime dell'e- sistenza (ancora "ciò che resta"...), ma anche un'esortazione per quei pochi -- stoici, credenti, o semplicemente forti - a considerare il cuore della vita e non solo il suo colorato contesto.
(dal testo in catalogo di Marco Meneguzzo)


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